CHI É SCENA DINAMICA
Scena Dinamica nasce il 16 dicembre 1997, sotto la presidenza di Rosario Tedesco, come spazio d'incontro tra i giovani gruppi teatrali palermitani, mirando alla creazione di collegamenti trasversali a partire dal fermento che la città di Palermo sta vivendo e, attraverso le quattro associazioni fondatrici del consorzio (Associazione Teatro IAIA, La Corte di Federico II, Associazione Teatrale La Postilla, Lusama Teatro), proponendosi di creare una fitta rete di collaborazioni tra i gruppi di teatro giovane, indirizzata all'intreccio di un dialogo tra le compagnie, le istituzioni, e il territorio.


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LA TOMBOLA SICILIANA

Palermo, 15 dicembre 2012, Istituto Comprensivo Statale “Giovanni Falcone” & 16 dicembre 2012, Centro Di Accoglienza “Padre Nostro”

Siamo poveri ed in difficoltà ed allora ? Stiamo più vicini, siamo solidali, vogliamoci più bene; trascorriamo le Feste Natalizie in allegria e semplicità, come si faceva una volta quando si faceva la … Festa in famiglia.

Uno spettacolo, più di uno spettacolo, la Tombola Siciliana diventa una situazione “cult”, così come già è successo a Napoli, a renderla tale è l’artista palermitano Giacomo Civiletti, beniamino del pubblico e comico di razza, che conduce la nostra Tombola teatrale, chiamando, smorfiando i numeri estratti e assegnando i “premi” veri (offerti da sponsor coinvolti dall’organizzazione) o finti, ironici ed irriverenti, per giocare anche nella e con la premiazione! Protagonista e mattatore è l’attore Giacomo Civiletti  che per i palermitani….è  proprio “uno di famiglia”.  Da supporto al nostro attore, uno stravagante musicista, che all’occorrenza diventa assistente, valletta, a volte anche premio vivente (con le sue divertenti dediche musicali)….Marcello Mandreucci.  Un grande tabellone proiettato sullo sfondo fa da scenografia, mentre i numeri sono estratti da un grande bussolotto di vetro….un buttigghiuni…di nummeri…. Questa Tombola siciliana è unica nel suo genere e ad ogni replica è diversa, quello che rende unica l’operazione teatrale è la naturalezza, un rito-gioco dove l’attore e il pubblico si divertono insieme con la vecchia tombola dal sapore antico e contestualmente moderno. Un misto di improvvisazione e cultura popolare, di tradizione e irreverente reinterpretazione. Alla base di tutto il nostro gioco c’è la smorfia…i numeri….i sogni….e le  interpretazioni che di questi dà l’attore in scena., durante la nostra Festa in famiglia. Così le premiazioni, anch’esse sono spettacolo nello spettacolo!

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LUNARIA

Taormina, 27-28 Settembre 2012, Palazzo dei Congressi

Il progetto, frutto dell’adattamento teatrale a cura della stessa regista Roberta Torre, nasce con l’intenzione di trasporre nel rispetto della scrittura letteraria del Maestro Consolo la sua visionarietà  in termini teatrali. L’idea registica di Roberta Torre è quella di sposare il magico, malinconico e visionario universo di Consolo, proiettandosi in una dimensione altrettanto sospesa tra luci ed ombre, un mondo lunare e fantastico senza tempo dove la solitudine del Vicerè  assiste alla profetica caduta della Luna, grazie anche alla partecipazione straordinaria della cantante siciliana Etta Scollo, che ha composto su Lunaria alcuni brani musicali inediti che eseguirà dal vivo durante lo spettacolo.

UN OMAGGIO al grande autore siciliano scomparso quest’anno. Una regia inedita di Robetta Torre, presentata in forma di anteprima a Taormina. Lunaria era un esperimento, nel senso che c’era un rifiuto. Questo l’ho sempre teorizzato e praticato, il rifiuto della forma romanzesca, perché credo che oggi non si possono scrivere romanzi. Chi scrive romanzi è in malafede o è ignorante. Voglio essere radicale, per un volta, credo che nel nostro contesto non si possa più praticare questa forma narrativa che è stata di nobilissima tradizione in Europa e non solo. In questa mia concezione della narrazione non  romanzo si inquadrano queste due opere che vengono dette «teatrali» ma molto teatrali non sono, nel senso che non hanno una loro rappresentabilità ma sono opere da leggere. In Lunaria che è una sorta di racconto fantastico dove si riprende un tema leopardiano della caduta della luna che significa la caduta di una cultura, di una civiltà, non ho voluto adottare la forma narrativa e ho ridotto il racconto alla forma dialogica per cui fatalmente prendeva un aspetto teatrale.  Vincenzo Consolo

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