ATRIDI
Un progetto di Lara Cuppari, Clara Gebbia, Giovanni Gebbia, Claudio Gioé, Roberto Salemi, Alfio Scuderi, Rosario Tedesco per La Corte di Federico II, Lusama Teatro, La Postilla, Teatro Iaia.
Spazio d’incontro tra i giovani gruppi teatrali palermitani, la Scena Dinamica mira alla creazione di collegamenti trasversali – a partire dal fermento che la città di Palermo sta vivendo – ed attraverso le quattro associazioni fondatrici del consorzio (Associazione Teatro IAIA, La Corte di Federico II, Associazione Teatrale La Postilla, Lusama Teatro), si propone di creare una fitta rete di collaborazioni tra i gruppi di teatro giovane, indirizzata all’intreccio di un dialogo tra le compagnie, le istituzioni, e il territorio.
La nostra collaborazione è dovuta necessariamente partire dalla scelta di un tema di comune interesse, che potesse contemporaneamente stimolare le esigenze espressive dei singoli gruppi e piegarsi ad un progetto drammaturgico complessivamente coerente. Approfondendo collettivamente le modalità progettuali e gli interessi che hanno guidato il nostro lavoro in questi ultimi anni, ci siamo resi conto che tale terreno comune potesse essere quella saga degli Atridi che attraversa la letteratura greca da Omero ad Euripide e che è stata fonte inesauribile di elaborazioni e ri-scritture fino ai giorni nostri.
Nel corso del lavoro ci siamo accorti di una sorta di vicinanza della nostra `situazione’ a quella dei figli di Agamennone e Clitemnestra: la generazione dei figli a cui mancano le radici. Una orribile confusione forse, un deserto bianco su cui lasciare le proprie tracce, fratelli in cammino verso non-luoghi.
Abbiamo in un certo senso voluto scavalcare i padri (Agamennone, ma anche Edipo) per volgere il nostro interesse al destino nomade dei figli: siamo noi ad essere Oreste, Elettra, Ifigenia ed anche noi viviamo il rischio dello stacco dalla generazione che ci precede. Abbiamo pensato che su tale base potesse nascere un “a quattro mani” in cui le esigenze di ognuno dei quattro gruppi fossero rispettate ma allo stesso tempo accomunate da un duplice legame con la tragedia euripidea e con quella parte di essa che declina i destini dei figli di Agamennone. A maggior coesione del progetto si è pensato poi che uno dei gruppi fosse in un certo senso extravagante rispetto agli altri tre e potesse agire da collante per le storie dei tre fratelli. Da qui la scelta di assegnare ad uno dei gruppi (La Postilla ) il ruolo di uscire per così dire dalla tragedia, ed affidargli un compito di metatesto rispetto alle altre tre rappresentazioni. Testo ad hoc per questa funzione ci è sembrato rinvenire ne “Le rane” di Aristofane sia per il suo essere “commedia” ma soprattutto perché in essa Euripide ed Eschilo (la tragedia insomma) diviene personaggio scavalcando la scrittura. Abbiamo quindi pensato ad una drammaturgia collettiva in cui le storie dei tre fratelli (Oreste affidata a Lusama teatro, Elettra per l’Associazione Teatro Iaia, Ifigenia per La corte di Federico II) possano essere rielaborate sulla base delle diverse culture che guidano il lavoro dei gruppi e contrappuntate da un lavoro che ha come punto di partenza il testo aristofaneo.
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